La Fondazione GRADE ha ricevuto nei giorni scorsi una nuova e cospicua donazione a sostegno della ricerca ematologica. Ivano Vacondio, storico patron di Molini Industriali e dei silos di Rubiera, azienda leader nella lavorazione del grano, con particolare riferimento alla produzione di farine integrali e semi-integrali di alta qualità, ha scelto di supportare concretamente gli studi su mielomi, leucemie e linfomi portati avanti al CORE.
Il contributo andrà in particolare a sostenere il lavoro del dottor Alberto Bavieri, giovane ematologo cresciuto professionalmente all’interno del CORE grazie anche al finanziamento della Fondazione Grade. Dopo la laurea in Medicina, conseguita con una tesi seguita dal professor Stefano Luminari, il dottor Bavieri ha completato i quattro anni di specializzazione in Ematologia grazie a una borsa interamente finanziata dalla Fondazione. Da novembre 2025 ha avviato un Dottorato di Ricerca in Clinical and Experimental Medicine, con un progetto dedicato ai linfomi primitivi vitreoretinici.
“Il mio percorso professionale è nato e si è sviluppato al CORE di Reggio Emilia, dove ho iniziato come studente di Medicina nel 2018 – spiega Bavieri –. Mi sono laureato con una tesi seguita dal Professor Luminari e successivamente, grazie a una borsa di finanziamento, sono tornato al CORE per completare i quattro anni di specializzazione in Ematologia, finanziata interamente dalla Fondazione Grade che non ringrazierò mai abbastanza.
Da novembre 2025 ho iniziato un Dottorato di Ricerca in Clinical and Experimental Medicine, della durata di tre anni. Il mio progetto è focalizzato sullo studio dei linfomi primitivi vitreoretinici, patologie rare e complesse che richiedono un approccio multidisciplinare. In questo ambito collaboriamo strettamente sia con l’Oculistica di Reggio Emilia, che ci permette di raccogliere una casistica particolarmente significativa, sia con i colleghi dell’Ematologia del San Raffaele.
L’obiettivo è creare un database nazionale dedicato a questi pazienti, che possa diventare una base solida per studi retrospettivi e prospettici, non solo clinici ma anche molecolari, con l’intento di migliorare la conoscenza della malattia e, in prospettiva, le possibilità terapeutiche.
Desidero inoltre esprimere un sincero ringraziamento a Ivano Vacondio per la sensibilità e la fiducia dimostrate. Il suo contributo rappresenta un sostegno concreto alla ricerca su patologie rare e ci impegniamo a utilizzare al meglio questi fondi per dare valore scientifico e ricadute reali sui pazienti”.
“Rivolgiamo un sentito ringraziamento a Ivano Vacondio per la sensibilità dimostrata – afferma Valeria Alberti, direttrice della Fondazione Grade -. Donazioni come questa rappresentano un tassello fondamentale per garantire continuità ai progetti di ricerca su patologie ematologiche complesse e per investire sui giovani medici e ricercatori, affinché possano costruire percorsi di alta formazione e portare innovazione a beneficio dei pazienti e della comunità, che sono da sempre gli obiettivi prioritari del Grade”.
Conclude lo stesso Ivano Vacondio: “Questa ulteriore donazione al GRADE e al reparto di ematologia è frutto di un senso di gratitudine verso un reparto che ormai frequento da 25 anni, e che anche mia moglie Rosaura ha frequentato, con meno fortuna di me. In questo reparto ho avuto modo di conoscere medici e infermieri dotati di una disponibilità, sensibilità, e umanità straordinarie. Questo gesto, e altri fatti in precedenza, vogliono essere riconoscenza verso persone meritevoli di ogni bene presente e futuro”.