L’associazione Vittorio Lodini per la Ricerca in Chirurgia, con il gruppo Le Amiche del CORE coordinato dalla dottoressa Rossana Borciani, e l’associazione Amar Costruire Solidarietà, hanno donato due tecnologie di alto valore clinico alla Rete Vulnologica Provinciale dell’Azienda USL di Reggio Emilia, coordinata dal dottor Stefano Colognese, con l’obiettivo di potenziare in modo significativo la dotazione strumentale dedicata alla gestione e al trattamento di ferite e lesioni complesse a lenta guarigione. La donazione è stata formalizzata nella mattinata di mercoledì 11 marzo alla presenza dei volontari, del personale sanitario e degli amministratori pubblici del comprensorio Tresinaro-Secchia.
La donazione comprende:
- SurgySonic Wound, dispositivo ad ultrasuoni per il debridement selettivo, che consente una detersione avanzata e mirata della lesione, favorendo la rimozione selettiva dei tessuti non vitali e supportando il percorso di guarigione;
- MolecuLight, device per la diagnostica avanzata in fluorescenza, in grado di visualizzare in tempo reale la presenza e la distribuzione della carica batterica sulla ferita, offrendo un supporto immediato alle decisioni cliniche e contribuendo a migliorare appropriatezza e tempestività degli interventi.
Le due tecnologie saranno collocate presso l’ambulatorio infermieristico della Specialistica Ambulatoriale dell’ospedale “Magati” di Scandiano, rafforzando la capillarità dell’offerta e rendendo ancora più accessibile un servizio in forte crescita, anche in risposta all’aumento delle patologie correlate all’invecchiamento e alla crescente complessità assistenziale.
“Scegliere di donare queste tecnologie significa scegliere di stare dalla parte dei pazienti più fragili e dei professionisti che ogni giorno li assistono – dichiarano congiuntamente il dottor Guglielmo Ferrari, Presidente dell’Associazione Vittorio Lodini, e il dottor Paolo Mazzola, rappresentante dell’Associazione Amar – È un gesto che vuole produrre valore duraturo: più efficacia clinica, più prossimità, più qualità di cura”.
La sinergia tra le due associazioni e l’Azienda USL di Reggio Emilia si traduce in un’azione ad alto impatto: mettere la tecnologia al servizio dei pazienti significa contribuire a ridurre tempi di guarigione, complicanze e ricadute, supportando al contempo professionisti e organizzazione sanitaria con strumenti moderni, misurabili e orientati all’appropriatezza.
“L’Ospedale Magati continua a rappresentare un presidio di riferimento non solo per Scandiano ma per l’intero territorio provinciale, soprattutto nella presa in carico di pazienti complessi – afferma Matteo Nasciuti, sindaco di Scandiano – Questo ruolo è reso possibile dalla grande professionalità degli operatori sanitari che vi lavorano e da una dotazione tecnologica che negli anni si è progressivamente rafforzata. Donazioni come quella messa a disposizione dalle Associazioni Vittorio Lodini e Amar contribuiscono in modo concreto a mantenere alto il livello delle cure e a garantire ai cittadini servizi sempre più qualificati e accessibili. A nome della comunità scandianese desidero esprimere un sincero ringraziamento alle associazioni e a tutti i donatori che, con generosità e senso civico, sostengono la crescita dell’Ospedale Magati”.
“Questa donazione rappresenta un investimento concreto nella qualità delle cure e nella sicurezza dei percorsi – dichiara il Direttore Generale di Ausl IRCCS Davide Fornaciari – Come ci spiegano i professionisti che operano in questo settore, infatti, disporre di tecnologie che aumentano la precisione del trattamento e consentono di leggere in tempo reale ciò che accade nella ferita significa essere più efficaci, più tempestivi e più vicini ai bisogni delle persone. Da parte nostra vogliamo ringraziare ancora una volta l’Associazione Vittorio Lodini e Amar, per il costante e appassionato impegno al fianco della sanità reggiana di tutto il territorio provinciale”.
Con questa doppia donazione, la Rete Vulnologica Provinciale compie un ulteriore passo verso una sanità innovativa, territoriale e centrata sulla persona, in cui l’evoluzione tecnologica diventa leva per rafforzare l’assistenza, la continuità dei percorsi e l’equità di accesso alle cure