La corsa della neonata SaRe: associazione per la sanità reggiana. Al lavoro per il nuovo ecografo

La realtà nata alla fine del 2024 con lo scopo di affiancare ed aiutare la sanità e gli operatori sanitari del sistema ospedaliero reggiano.

Sono già 40 i primi soci protagonisti dell’Associazione SA.RE (sanità reggiana) nata a fine 2024 con lo scopo di affiancare ed aiutare la sanità e gli operatori sanitari del sistema ospedaliero reggiano. Nella nostra provincia si contano 1.748 posti letto, 6 stabilimenti ospedalieri e 2 strutture di ricovero private accreditate. In corso una gara di solidarietà per l’acquisto di un ecografo di ultima generazione da donare al reparto di Medicina 1 dell’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, e la sistemazione di tutti gli ecografi del reparto di Cardiologia.

“Abbiamo un ecografo che ha 15 anni di vita e per i quale non vengono più prodotti i pezzi di ricambio – spiega la dottoressa Anna Maria Casali direttrice del Reparto di Medicina 1 -. Il nostro reparto conta 1200 ricoveri con patologie complesse, comprese oncologiche o legate all’età. Le ecografie che facciamo ci aiutano molto in fase di diagnostica di primo livello, ma anche in alcuni casi di secondo e terzo livello; effettuiamo ecografie in alcune manovre invasive, come in caso di biopsie, paracentesi e toracentesi. Complessivamente nel 2024 con questo strumento abbiamo fatto 700 ecografie, di cui 350 per l’ambulatorio. Sul nostro ecografo, per altro, studiano gli allievi della scuola di ecografia di primo livello della Società italiana di medicina interna”.

“Sa.Re. si propone come associazione ambiziosa, a fin di bene – afferma il presidente Claudio Pedrazzoli, già primario di oncologia al Santa Maria Nuova a Reggio Emilia -. Abbiamo come obiettivo rendere la sanità pubblica, accessibile a tutti senza alcun reparto specifico di riferimento, dall’Appennino a Po, ma soprattutto uguale per tutti anche a fronte di un bilancio di oltre 1,5 miliardi di euro per la Sanità Reggiana che non sempre sono sufficienti”. Dettaglia Pedrazzoli: “Nel nostro ospedale cittadino, diversi reparti sono sostenuti da Associazioni di volontariato dedicate che, con il loro impegno, riescono ad intervenire finanziando tecnologie o personale dove non riesce ad arrivare il sistema sanitario nazionale.  Altri reparti, anche in altri ospedali della provincia di Reggio Emilia restano al palo perché non possono usufruire del supporto di un’associazione di riferimento, ma sono ugualmente frequentati da pazienti con eguale bisogno di cura e assistenza”.

L’operato dell’associazione si inserisce nel contesto reggiano, e italiano in generale, di aumento dell’età media della popolazione reggiana (età media di 45 anni, mezzo anni in più dell’età media europea) con una società composta sempre di più da persone anziane (il 20% della popolazione reggiana ha più di 65 anni) e sole (circa 10 mila anziani), conseguentemente più bisognose di cure, di diagnostica e terapie specifiche.

“A tal fine – aggiungono Roberto Abati e Saverio Ricciardi, i due vicepresidenti l’Associazione SA.RE. si rende dunque disponibile, sempre in accordo con la direzione ospedaliera, ad intercettare le diverse criticità che si presentano nei reparti ospedalieri sia della città che negli ospedali limitrofi promuovendo raccolte fondi dedicate a obiettivi precisi e condivisi”. Da qui l’appello della neonata e molto attiva associazione al coinvolgimento di tutta la comunità partendo dai cittadini, dagli imprenditori e dalle istituzioni, “la condivisione e il fare squadra è alla base di ogni nostro progetto” aggiungono i vicepresidenti.

Completano il direttivo dell’associazione Domenico Gazzotti, Simona Gibertini, Paolo Monti, William Reggiani, Maria Cristina Rossi, Aimone Storchi.