Incontro su “Scuola e formazione dalla Costituzione a oggi”

L'appuntamento è alle 21 di giovedì 30 marzo nell'oratorio della canonica di Rivalta.

Prosegue giovedì 30 marzo il ciclo di incontri sulla Costituzione italiana promossi a Rivalta da Circolo di Cultura “G. Toniolo”, UNI-TRE (Università Tre Età), Anteas-Odv, Azione Cattolica e il Circolo Anspi di Rivalta.

L’appuntamento è alle 21 di giovedì 30 marzo nell’oratorio della canonica di Rivalta per una riflessione su “La costituzione e il lavoro oggi: problemi e prospettive”. Interverranno Luciano Rondanini, già Provveditore agli Studi di Piacenza e docente ai corsi del Ministero della Pubblica Istruzione; Nicola Barbieri, professore di Storia della Pedagogia e Letteratura per l’Infanzia all’Università di Modena e Reggio Emilia; Federico Mioni, direttore Federmanager di Roma e docente ai Master di UILM e Università Cattolica.

L’INIZIATIVA

L’incontro affronterà un tema che, a prima vista, potrà sembrare stantio e tradizionale, ma che invece darà risposte sorprendenti a causa dei forti ed inediti processi di cambiamento che sono avvenuti in questi ultimi anni e quelli che verranno, non solo in Italia, nel mondo intero.

Per capire la portata del tema che verrà discusso si può partire dal discorso ai giovani a cui Piero Calamandrei affida, nel lontano 1955, il suo testamento spirituale, che si apre, come commento, al terzo comma dell’articolo 34 della nostra Carta che così recita “I capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno di ritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”. Poi, osserva il grande giurista “Eh! E se non hanno mezzi? Allora nella nostra Costituzione c’è un articolo, il 3, che è il più impegnativo, impegnativo per noi che siamo al declinare della vita: ma soprattutto per voi giovani, che avete l’avvenire davanti ”.

Con la consueta capacità di andare al cuore delle cose, il Padre costituente legava il discorso sul merito a quello sull’eguaglianza sostanziale in questo modo: “Dare lavoro a tutti, dare una giusta retribuzione a tutti, dare la scuola a tutti, dare a tutti gli uomini dignità d’uomini… fino a che non c’è questa possibilità per ogni uomo di lavorare e di studiare, e di trarre con sicurezza dal proprio lavoro i mezzi per vivere da uomo, non solo la nostra Repubblica non si potrà chiamare fondata sul lavoro, ma non si potrà chiamare neanche democratica, perché una democrazia in cui non ci sia questa uguaglianza di fatto, in cui ci sia soltanto un’uguaglianza di
diritto, è una democrazia puramente formale”.

Oggi a 75 anni da quella affermazione siamo proprio sicuri che la situazione di allora sia da considerarsi del tutto migliorata? Una risposta difficile, che non riguarda solo la capacità di creare una occupazione di qualità, ma affrontare il profondo cambiamento che ha investito la
formazione in questi anni del post 2000.

Alla scuola oggi si chiede, oltre alla centrale funzione di trasmettere il sapere e la cultura, di preparare soprattutto i giovani alla società in cui saranno chiamati a vivere. Capaci di affrontare già oggi, per il domani, il forte cambiamento a cui non dobbiamo assistere passivi.

Ad esempio:
1) il web a scuola
2) la comunicazione visiva in rapporto a quella linguistica
3) le implicazioni della “globalizzazione”
4) la cultura di massa: come reagire e perché?
5) come cambiare il curriculum scolastico
6) come si adeguerà il sistema complessivo delle istituzioni a fronte di tali processi socio-culturali.