Con due eventi in programma venerdì 21 e domenica 23 novembre, torna anche nel 2025 a Castelnovo Monti la Festa dei Popoli, un evento nato per celebrare la multi-culturalità e l’accoglienza di un territorio, l’Appennino, che storicamente è al centro di fenomeni migratori: a partire dall’800 con i montanari e le montanare in veste di emigranti, verso il nord e il sud America, il Belgio, la Germania, o anche verso le grandi città di Milano e Genova per cercare lavoro.
Poi, dagli ultimi anni del ‘900, si è assistito al fenomeno dell’immigrazione, con stranieri di diverse etnie e nazionalità che hanno scelto l’Appennino come luogo dove vivere e lavorare, integrandosi e portando a un incontro con tradizioni, costumi e usanze che hanno arricchito la società locale, oltre che contribuire alla tenuta demografica del territorio, essenziale per salvaguardare i servizi.
L’evento è promosso dall’amministrazione comunale e dalle associazioni del territorio. Nel 2025 il tema è “Racconto è incontro”.
Si parte venerdì 21 novembre alle 20.40 all’oratorio Don Bosco per l’incontro con la testimone palestinese Khawla.
Domenica 23 novembre dalle 16 alle 19 si torna all’oratorio per la festa vera e proprio con dialoghi, musica, cibo, balli e bancarelle etniche delle comunità presenti. Parteciperà Tommaso Carturan, cantautore e ideatore della realtà artistica “Arte migrante”.
IL COMUNICATO
Negli anni si è confermata una iniziativa importante e molto partecipata, ed ora torna spalmata su due giornate, venerdì 21 e domenica 23 novembre, la Festa dei Popoli, che animerà l’Oratorio Don Bosco di Castelnovo. Ad organizzarla sono ancora una volta, con la collaborazione dello stesso Oratorio, le associazioni Gaom, Al Bayt e Croce Verde di Castelnovo Monti e Vetto, con il patrocinio del Comune. Il titolo dell’edizione di quest’anno della festa è “Racconto è incontro”. Venerdì 21 ci si ritroverà in oratorio alle ore 20.40. Porterà la sua testimonianza la Dottoressa Ghannam Khawla, palestinese, Laureata in scienze delle informazioni. Domenica, 23 novembre, la festa sarà dalle 16 alle 19. In entrambe le occasioni non mancheranno musica, cibo, balli, e le bancarelle etniche delle comunità straniere presenti. Domenica parteciperà anche Tommaso Carturan, cantautore e ideatore della realtà artistica “Arte migrante”.
“La Festa dei Popoli – spiegano gli organizzatori – è nata per celebrare la multi-culturalità e l’accoglienza di un territorio, l’Appennino, che storicamente è al centro di fenomeni migratori: a partire dall’800 con i montanari e le montanare in veste di emigranti, verso il nord e il sud America, il Belgio, la Germania, o anche verso le grandi città di Milano e Genova per cercare lavoro. Poi, dagli ultimi anni del ‘900, si è assistito al fenomeno dell’immigrazione, con stranieri di diverse etnie e nazionalità che hanno scelto l’Appennino come luogo dove vivere e lavorare, integrandosi e portando a un incontro con tradizioni, costumi e usanze che hanno arricchito la società locale, oltre che contribuire alla tenuta demografica del territorio, essenziale per salvaguardare i servizi.
La Festa dei Popoli intende celebrare la pluralità di voci e di sensibilità diverse che oggi abitano la montagna ed evidenziare che esse rappresentano una grande ricchezza. La ricchezza dell’incontro con il mondo, della cultura e della conoscenza reciproca. C’è poi un altro tema che unisce e sottintende gli altri: quello del dialogo e della pace tra i popoli, mai come oggi urgente e improcrastinabile”.
