È partito quasi in sordina il corso di ricamo promosso dalle Maestre Alessandra Borghi e Linda Fornaciari per gli allievi della 5 C della Scuola Pezzani di Albinea. Quasi un esperimento durato 3 mesi durante i quali gli alunni hanno potuto scoprire che l’ago non serve solo per le odiose siringhe dei dottori, ma può divenire agile alleato per disegnare con fili colorati sulla tela e ritrovare tecniche care a nonne e bisnonne.
Un gioco nuovo, che ha magnetizzato la fantasia e la curiosità di ricamatori e ricamatrici in erba, dando loro la possibilità di realizzare piccoli doni per la mamma o il papà, o per una persona cara.
Al di là del recupero di attività manuali, certamente non secondario, l’esperimento, condotto dalle maestre ricamatrici del Circolo Culturale Reggio Ricama, ha certamente distolto i ragazzi dall’uso degli invadenti e onnipresenti strumenti tecnologici, restituendo loro la dimensione creativa del fare e del fare in tempi lenti, misurati, più umani.
Esperimento indubbiamente riuscito grazie alla lungimiranza delle maestre dell’Istituto scolastico albinetano e delle sei volontarie ricamatrici di Reggio Ricama che hanno dedicato generosamente parte del loro tempo nell’insegnamento di tecniche basilari del ricamo, quasi in un passaggio di testimone intra-generazionale.
I manufatti sono stati quindi incorniciati per divenire una mostra allestita presso il Circolo Bellarosa di Albinea dove nel pomeriggio di martedì 26 maggio una festa con le famiglie celebra il passaggio di una generazione di alunni che dal prossimo settembre siederanno sui banchi di I Media.
Nato nel 1990, da ormai oltre 35 anni il Circolo Culturale Reggio Ricama propone momenti formativi in autunno e in primavera per coloro che desiderano imparare o perfezionare tecniche di ricamo, come passatempo o per passione. Circa 7000 le allieve che negli anni hanno partecipato ai corsi promossi da Reggio Ricama, imparando o specializzandosi in tecniche particolari che hanno consentito loro di realizzare lavori finiti sotto cornice o che hanno impreziosito una tovaglia da tavola, un letto nuziale, la culla di un neonato o un abito elegante.
Particolarmente significative sono le ricadute in ambito welfare delle attività, essendo spesso il ricamo una forma terapeutica suggerita dai medici a pazienti con problemi depressivi, con trascorsi oncologici, o con difficoltà di inserimento sociale. Tra le varie attività svolte nel 2025, si segnalano i corsi di ricamo offerti agli ospiti di strutture socioassistenziali della città e provincia reggiana, i cui lavori hanno trovato posto sull’Albero di Natale allestito presso la Galleria di Palazzo Busetti durante le festività natalizie.




