Via Crucis 2026 nel castagneto di Marola, il resoconto

Il percorso devozionale si è svolto sabato 28 marzo nel bosco carpinetano, promosso dall'associazione Amici del Castagneto Matildico di Marola.

Decine di persone per un percorso devozionale tra i castagneti più belli e noti della montagna reggiana. Si è rivelata partecipata e suggestiva, la Via Crucis sul Monte Borello organizzata nel pomeriggio di sabato 28 marzo a Marola di Carpineti dall’associazione Amici del Castagneto Matildico di Marola, in collaborazione con l’Unità pastorale di Carpineti, con il Centro Diocesano di Spiritualità e Cultura e la Proloco di Marola.

La Via Crucis è stata aperta da un’introduzione della Clementina Santi dedicata al significato profondo dell’iniziativa, collocata in un luogo storico e paesaggistico di enorme valore, a fianco della millenaria abbazia matildica.

A seguire, il saluto di monsignor Guiscardo Mercati, parroco di Carpineti, e l’avvio della Via Crucis, guidata nelle sue varie tappe da don Giancarlo Denti. Il sacerdote ha accompagnato con diverse meditazioni lo snodarsi delle quattordici stazioni del cammino della Croce, fin sulla cima del monte che domina la vallata tra Marola, Pantano e Casina. Le stazioni o “edicole” sono il frutto di donazioni avvenute nel tempo da parte di persone e famiglie di Marola, i cui nomi sono ancora leggibili sui pilastrini di sasso, a memoria della passata devozione.

Infine, spiegano dall’associazione, «monsignor Mercati, nel tempo di Quaresima, ha proposto la preghiera per la famiglia, nucleo fondante della società, e ha sottolineato la necessità di pregare, in questo particolare momento storico, per la pace della più grande famiglia umana». Ultimo atto, questo, di «una iniziativa apprezzata da molti, in un bel pomeriggio di sole, che ha portato riflessioni e valorizzato l’intrinseca spiritualità del luogo e che, per il prossimo futuro, merita certamente di essere ripetuta».

Pubblicato: 31 Marzo 2026